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Ultimo aggiornamento 11 Apr, 2018

Roberto Zanda, sfida tra i ghiacci a -50 gradi per 17 ore

Roberto Zanda ©Il Secolo XIX Roberto Zanda

Maratoneta estremo di ghiacci e deserti, Roberto Zanda, di origine sarda, può incredibilmente raccontare la tremenda ed unica esperienza che lo ha visto protagonista tra i ghiacci al confine dell'Alaska.

Reduce dalla maratona Yukon Artic Ultra, una gara no-stop in cui si cammina per ben 480 km sulla neve, si è ritrovato ad affrontare i -50 gradi per ben 17 ore completamente da solo e scalzo.L'atleta, avendo perso il tracciato di gara, si è allontanato dalla sua slitta dotata di Gps, incamminandosi nella desolata foresta di ghiaccio, vagando senza meta e ritrovandosi presto in stato di ipotermia.

Le conseguenze di ciò annunciate: rischio di assideramento e congelamento di quarto grado di arti superiori e inferiori.Una volta ritrovato dai soccorritori, Zanda èstato trasportato d'urgenza all'Ospedale di Aosta nel reparto di Medicina e neurologia di montagna, dove i medici stanno tentando in tutti i modi di salvargli mani e piedi, a rischio di amputazione.

"Massiccione", appellativo di Zanda, così racconta al Tg2 della sua esperienza: "Dialogavo con le ombre a causa dello stato comatoso". E ancora: " Ho fatto un patto con Dio: prenditi piedi e mani in cambio della vita"

La domanda sorge spontanea: a chi attribuire la colpa in questi casi?

A parte la risposta a questa domanda, preme più che l'atleta ritorni in forma e a gareggiare, magari con i suoi arti o "magari con le protesi, molti atleti le hanno " come lui stesso ha affermato.
Non lo spaventa l'idea degli arti meccanici, il suo desiderio è ritornare a sfidare la natura e se stesso.

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