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Ultimo aggiornamento 3 Nov, 2018

Ludopatia occupa l'ottavo posto tra le principali dipendenze. La dipendenza dai Social figura al terzo posto!

L’attenzione mediatica riservata alla ludopatia la piazza in testa a questa speciale graduatoria ma i dati effettivi la inseriscono all'ottavo posto.
Come si evince dalla tabella che segue, la principale dipendenza in Italia è quella da fumo, seguita da alcool e social network. Se le prime due voci erano abbastanza scontate, la dipendenza da social network lascia allibiti. Questa si valuta quando un soggetto, ad esempio, ha come primo pensiero appena sveglio quello di controllare facebook o altri social.
Stessa valutazione in caso un soggetto si alzi di notte per un qualsiasi motivo e la prima cosa che mette in pratica è un giro sui social frequentati.

Quest’ultima dipendenza si rileva, tra l’altro, quando una persona dorme con il cellulare accanto non per motivi di sicurezza, ma per poterlo avere sempre a portata di mano. Altro sintomo della dipendenza è interagire con lo smartphone in ogni momento di tempo libero.

In sesta e settima posizione due dipendenze forse poco conosciute, ma che di fatto coinvolgono oltre 4 milioni di persone: dipendenza da shopping e dipendenza da sesso.
Fenomeni che porta i soggetti, nel primo caso, a non pagare impegni come mutuo, rate o condominio per comprare oggetti come vestiti, scarpe, ecc. Questo provoca in molti casi dei gravi squilibri nella situazione economica dei soggetti interessati.
La dipendenza da sesso provoca invece disturbi nella capacità di interagire con altre persone, abbassa i livelli di attenzione su tutte le attività lavorative, comprese quelle che richiedono meno concentrazione.

Il gioco è in ultima posizione in questa graduatoria ed è l’unica forma di dipendenza che interessa molto meno di un milione di persone, precisamente 400mila.

Di seguito una tabella che schematizza quanto su descritto:

Dipendenza Persone Fonte
FUMO 10.300.000 Istat
ALCOOL 8.265.000 Istat
SOCIAL NETWORK 6.300.000 Sos Il Telefono Azzurro Onlus
DROGA 4.000.000 La Stampa
SMARTPHONE 3.400.000 Sos Il Telefono Azzurro Onlus
SHOPPING COMPULSIVO 2.750.000 Il Giornale
SESSO 1.500.000 La Repubblica
GIOCO 400.000 CNR

Fonte Agimeg

Il gioco d'azzardo, è davvero la bestia nera del Terzo millennio?

Nell'ultimo decennio sono aumentati vertiginosamente coloro che per passatempo, per tentare la fortuna o, peggio, per dipendenza giocano ai molteplici prodotti che il gioco d'azzardo offre: scommesse sportive, gratta e vinci, casinò, poker, lotterie, slot e videoslot.

Quante pubblicità in tv bombardano i telespettatori per convincerli ad entrare a far parte del mondo dorato del gioco?

Ma quante pubblicità vediamo, bollate con il marchio di AAMS ( Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), che avvertono che "il gioco può provocare dipendenza patologica", che "è vietato ai minori"?

Risulta tutto molto contraddittorio ma sappiamo che il gioco d'azzardo esiste da sempre: dalla Cina, all'Antica Roma. L'uomo ama il brivido che la scommessa comporta: tutto o niente. Si tratta solo di fortuna, se il gioco non è truccato.

In Italia il giro d'affari del gioco d'azzardo ha raggiunto l'ingente somma di oltre 96 miliardi di euro, nel solo anno 2017.
Attualmente programmi elettorali di alcuni partiti prevedevano la lotta al gioco, aumentando la tassazione, impostando limiti di scommesse e di orari, il tutto per eliminare la piaga della ludopatia. Ottima proposta ma lo Stato davvero potrà contrastare tutto ciò non ottenendo il contrario, ossia agevolando il gioco illegale? E rinuncerebbe davvero ad una cassaforte che rimpingua l'erario?

Avremo mai risposte a queste domande? Al momento l'unica cosa che possa limitare i danni per non cadere nella dipendenza, e giocare solo per puro divertimento e sfidare la sorte, è di essere più coscienziosi ed autolimitarsi.

E ricordiamoci che provocano dipendenza anche la droga, il tabacco e il caro "innocuo" caffè.

 

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